GDP

Ricalcolo GDP: balzo in avanti per Kenya e Nigeria

30 ottobre 2014

I due Paesi centrafricani, nazioni di grande importanza strategica per il Fondo Kilimanjaro, beneficiano del rebasing raccomandato dal Fondo Monetario Internazionale. Decisiva l’inclusione nel conteggio di nuovi settori in crescita

Ricalcolo GDP

Il 30 settembre il Kenya – sul quale, lo ricordiamo, il fondo Kilimanjaro di 8a+ ha un’esposizione elevata, pari a circa il 18% (al 24 ottobre) – ha pubblicato i risultati del ricalcolo del GDP raccomandato dal Fondo Monetario Internazionale, in seguito al quale è diventato la nona economia a livello continentale.

Il ricalcolo

Il GDP keniota è stato riconteggiato utilizzando come anno di riferimento il 2009, rispetto al 2001 considerato in precedenza. Si tratta di un’operazione conosciuta come rebasing: consiste nell’aggiornamento dell’anno base su cui si fonda il calcolo del GDP reale, che, al contrario di quello nominale, è calcolato sulla base di prezzi fissi riferiti a un anno prestabilito e non correnti, e viene effettuato per due ragioni principali. Da un lato, per aggiornare i valori di riferimento dei prezzi utilizzati per il calcolo, dall’altro per adeguare il conteggio del GDP all’evoluzione del contesto economico, includendo nuovi beni o settori precedentemente non conteggiati e modificando il peso percentuale di ogni settore sul totale.

Kenya: Real Estate, IT e manifattura

Ebbene: grazie al rebasing, il GDP del Kenya del 2013 è aumentato di circa il 25% (da 44,1 a 55,2 miliardi di dollari), con un impatto di un punto percentuale sulla crescita annuale (rivista dal +4,7% al +5,7%). Questi dati derivano soprattutto dall’inclusione di nuovi settori come l’Information Technology e dall’aumento del peso percentuale di Real Estate, agricoltura e manifattura.

Nigeria al primo posto

Prima del Kenya, un caso analogo ancor più eclatante aveva riguardato un altro Paese chiave per il fondo Kilimanjaro: la Nigeria. Con l’aggiornamento dell’anno base dal 1990 al 2010, la Nigeria ad aprile ha avuto un aumento del GDP in termini assoluti dell’89%, diventando così la prima economia africana. E questo grazie a un GDP di circa 522 miliardi di dollari nel 2013, pari a quello della Svezia. Nel caso nigeriano l’impatto settoriale più evidente è stato quello relativo a banche e telecommunications, il cui peso è cresciuto notevolmente a discapito soprattutto dell’industria petrolifera ed estrattiva.

A rischio i fondi a tassi agevolati?

Se da un lato il ricalcolo ha prodotti valori più realistici rispetto allo scenario economico attuale, con un conseguente abbassamento del rapporto debito pubblico/GDP (in modo più drastico sulla Nigeria, ora al 10% circa), dall’altro ha messo a rischio per le nazioni coinvolte l’elargizione di fondi a tassi agevolati a lungo termine da parte degli organismi internazionali, legati alla grandezza in termini assoluti dell’economia dei Paesi.

Nell’immediato, tuttavia, il Fondo Monetario Internazionale ha confermato il proprio intervento a sostegno degli investimenti necessari al rilancio dei settori turistico e agricolo in particolare, attraverso interventi infrastrutturali, e al contenimento del costo del debito estero, che il passaggio del Paese da low income a low-middle income country potrebbe far aumentare.