Arte

Una mostra su Enrico Baj: il regalo di 8a+ a Varese

22 gennaio 2015

La nostra società è main sponsor dell’esposizione, che si apre il 24 gennaio. Fra le numerose opere, realizzate con materiali, tecniche e stili diversi, anche la famosa tela “Il mondo delle idee”, lunga 19 metri. Bartolomei: “Ci accomuna l’amore per l’Africa, oltre che per il nostro territorio”

«La più bella evasione, per me, sono i ricordi dell’Africa, della natura selvaggia che ho visto». La frase è di Enrico Baj, eclettico artista che, oltre all’amore per l’Africa, aveva un altro elemento in comune con la nostra società: il rapporto stretto con Varese e i suoi territori. È proprio per questo motivo che 8a+ ha deciso di essere main sponsor della mostra dedicata al pittore scomparso nel 2003 nella sua casa di Vergiate, che si svolgerà dal 24 gennaio al 7 marzo 2015 a Varese, allo Spazio Lavit, con ingresso gratuito. Il titolo dell’esposizione, Il mondo delle idee, prende il nome dalla più nota opera di Baj esposta: «Una tela lunga 19 metri – spiega Laura Orlandi, che assieme a Roberta Cerini Baj ha curato la mostra – che per la prima volta è esposta su un’unica parete continua».

Enrico Baj a Varese

Un artista eclettico

La mostra Il mondo delle idee, allestita anche grazie al sostegno della Fondazione Comunitaria del Varesotto e alla collaborazione con il Comune di Varese e patrocinata da Regione Lombardia, Provincia di Varese ed EXPO2015 Varese, propone una selezione delle opere presenti nell’archivio dell’artista a Vergiate, prodotte per lo più nell’ultimo ventennio: opere più o meno note, realizzate con tecniche, materiali e stili differenti. «Enrico Baj – racconta Laura Orlandi – era un grande sperimentatore. Ispirandosi ad alcuni dei movimenti d’avanguardia più noti, come il dadaismo, il surrealismo e l’espressionismo, e arricchendo il proprio bagaglio con l’esperienza a Parigi, ha costruito uno stile unico, attraverso il quale nel corso degli anni ha dato vita a opere molto varie. E non solo: anarchico e molto attento alle tematiche sociali, Baj è stato co-fondatore del Movimento nucleare, attraverso il quale collaborava con altri artisti e intellettuali per contrastare l’utilizzo dell’energia nucleare attraverso il linguaggio dell’arte».

Enrico Baj

Le opere

Nella mostra trovano ampio spazio gruppi scultorei lignei che traggono ispirazione dall’arte primitiva e africana: le Maschere a parete, composizioni colorate fatte di oggetti di uso comune – come i Ready-made di Duchamp, cioè oggetti reali della vita di tutti i giorni selezionati dall’artista e “trasformati” in opere d’arte – e i Totem. Non mancano poi alcune tele, su tutte quelli raffiguranti Ubu, personaggio nato dalla fantasia dello scrittore francese Alfred Jarry e metafora del potere divenuta centrale nell’opera di Baj. E, ancora, all’interno dello Spazio Lavit i visitatori troveranno litografie, opere multiple realizzate in diverse versioni, oltre a un quadro unico: Impressioni d’Africa, composizione in feltro attraverso la quale l’artista vuole raccontare il continente africano.

Opere Enrico Baj

Un omaggio alla città

«Con questa mostra – conclude Laura Orlandi – la città di Varese rimedia all’assenza di un evento in occasione del decennale della morte di Enrico Baj, nel 2013. Il contributo di 8a+ è stato vitale: posso dire senza problemi che tutto questo non sarebbe stato possibile senza il suo sostegno. E mi auguro che la nostra collaborazione possa proseguire anche oltre questo evento».

Conferma il Presidente di 8a+, Marco Bartolomei: «Siamo da sempre appassionati e sostenitori dell’arte contemporanea, specie quando incrocia Varese, la sua provincia, il suo paesaggio: con Baj, poi, si è generata una sorta di doppia fascinazione quando abbiamo scoperto che, come noi, anche lui era un innamorato del continente africano».