Elezioni

Nigeria al voto: Paese diviso a metà

3 febbraio 2015

Il 14 febbraio la prima economia africana va alle urne: da una parte il partito del Presidente uscente del ricco Sud, dall’altra la neonata fazione APC in rappresentanza degli stati del Nord. Chi avrà la meglio?

Elezioni in Nigeria

Le elezioni politiche in Nigeria arrivano in una fase di grande tensione. Nel 2014 gli attentati terroristici di Boko Haram hanno causato complessivamente più di 7mila morti e l’evacuazione di migliaia di persone dalle loro abitazioni negli stati del Nord: il confronto tra i due candidati alle votazioni del 14 febbraio ruota proprio attorno all’organizzazione terrorista jihadista.

I due candidati

Da una parte c’è il Presidente uscente Goodluck Jonathan, esponente cristiano del People’s Democratic Party proveniente dall’area meridionale del Paese, ricca e risparmiata dalle violenze del terrorismo islamico; dall’altra c’è Muhammadu Buhari, vincitore delle primarie dell’All Progressives Congress – fazione neonata dall’unione di cinque partiti di minoranza – e originario degli stati del Nord prevalentemente di religione musulmana.

Elezioni Nigeria 2015

Contrasti sul terrorismo

L’APC nasce proprio per rappresentare gli interessi delle popolazioni delle aree settentrionali del Paese: Buhari rimprovera al governo Jonathan di non avere contrastato la lotta al terrorismo e di non avere promosso azioni a difesa degli stati del Nord più colpiti, come Borno, Yobe e Adamawa. In particolare, Jonathan è accusato di non aver accettato gli aiuti offerti dalle nazioni sviluppate e di aver minimizzato il fenomeno di fronte all’opinione pubblica.

Esito incerto

Nonostante i sondaggi siano favorevoli al PDP, l’esito delle elezioni è tutt’altro che scontato: una novità per la Nigeria, se si considera che dal 1999, anno della fine del governo militare, il partito di maggioranza non ha avuto sostanzialmente rivali. Il dibattito tra i circa 60 milioni di votanti è aperto. E non solo: il timore è che la forte contrapposizione tra i due candidati possa essere motivo di violenti scontri civili e inasprire il divario tra il Nord e il Sud del Paese.

Anche 8a+ attende il risultato

Prevarrà il partito dell’attuale Presidente o quello dello sfidante? Sarà conservato lo status quo degli stati meridionali o saranno premiate la richiesta di sicurezza e la lotta al terrorismo e alla povertà delle regioni del Nord? Il responso tra meno di due settimane. Un responso che interessa da vicino anche 8a+, poiché condizionerà i mercati e le scelte degli investitori, compresa l’esposizione del fondo Kilimanjaro sul Paese africano. Attualmente il fondo ha un’esposizione al mercato nigeriano inferiore al 20%, il 13% nell’asset azionario e il 5% in quello obbligazionario. Nei mesi successivi al lancio di Kilimanjaro, il peso ridotto del Paese all’interno del portafoglio ha contribuito a contenere le perdite causate dalla svalutazione delle valute dei Paesi sub-sahariani, innescata principalmente dalla discesa del prezzo del petrolio. Le elezioni di febbraio potrebbero tuttavia costituire anche per gli investimenti finanziari un momento cruciale che suggerirebbe un incremento dell’esposizione in caso di positivi sviluppi politici.

Leggi gli aggiornamenti conseguenti alla decisione di posticipare le elezioni al 28 marzo 2015.