Nigeria

Attentati e prezzo del petrolio: le conseguenze sui mercati

10 dicembre 2014

I recenti fatti di cronaca e la discesa del costo del greggio hanno provocato una correzione sul mercato nigeriano. Per questo il fondo Kilimanjaro ha ridotto la propria esposizione sul Paese africano

In questi giorni la Nigeria è su tutti i giornali. Non per l’aumento del suo Gdp o per i successi della sua industria bancaria o dei servizi, quanto per due ragioni negative. A determinare l’interesse dei media internazionali per il popoloso Paese africano sono gli attentati del movimento estremista Boko Haram, che nelle ultime settimane hanno provocato centinaia di morti, e il crollo del prezzo del petrolio, la cui industria pesa per l’80% sulle entrate dello Stato. Questi eventi si stanno inevitabilmente riflettendo anche sui mercati azionari e pertanto meritano una riflessione.

Attentati e prezzo del petrolio: le conseguenze sui mercati

Naira: da una difesa “timida”…

Nel mese di ottobre, la correzione dei mercati è stata piuttosto moderata, soprattutto grazie agli interventi in difesa della naira, la valuta locale, da parte della Banca Centrale Nigeriana (CBN), che ha venduto dollari tratti dalle proprie riserve. A lungo andare, però, gli sforzi della CBN si sono rivelati insufficienti: da inizio ottobre a oggi, infatti, il valore della valuta locale è sceso complessivamente del 10%, fino a toccare il livello massimo di 183 contro dollaro.

… a una più forte

Tuttavia, un nuovo intervento di acquisto di moneta e l’annuncio di una manovra di politica monetaria restrittiva del 25 novembre da parte della CBN hanno dato prova di un nuovo, rafforzato impegno in difesa della naira. Per rendere ancora più vantaggioso il deposito di moneta, la CBN ha infatti disposto un aumento dei tassi di rendimento dal 12% al 13%. Inoltre, per dare stabilità all’economia e all’inflazione, la banca centrale ha rivisto il peg (il tasso di cambio) rispetto al dollaro da 155 a 168, aumentando la flessibilità di questo valore dal 3% al 5%. Le reazioni dei mercati sono state positive: a giudicare dal rimbalzo delle ultime sedute, sembra che gli investitori abbiano apprezzato le mosse della CBN.

Mercato obbligazionario più stabile

Molto più contenuta, invece, la correzione intervenuta sul mercato obbligazionario, soprattutto in virtù di una recente direttiva della CBN che penalizza il deposito remunerato da parte delle banche presso la stessa banca centrale: un provvedimento che rende le obbligazioni domestiche l’unica alternativa di impiego della liquidità a tassi di rendimento paragonabili.

E il fondo Kilimanjaro?

Ma quali sono le conseguenze di queste vicende per il fondo Kilimanjaro? L’impatto sul fondo di 8a+ è piuttosto limitato poiché l’esposizione azionaria alla Nigeria, che già non era elevata rispetto al peso assoluto che il Paese ha nell’area africana sub-sahariana, è stata ulteriormente ridotta di sei punti percentuali. Attualmente, il fondo Kilimanjaro è investito al 12,5% in titoli azionari nigeriani e al 6,2% in titoli obbligazionari denominati in dollari, quindi meno sensibili alla svalutazione della naira rispetto alle emissioni domestiche. Valori che, considerato il clima di incertezza che si protrarrà almeno fino alle prossime elezioni del febbraio 2015, dovrebbero mantenersi su questi livelli. Solo un intervento più ampio a sostegno della valuta o un aumento del prezzo del petrolio potrebbero cambiare gli scenari: in questo caso, crescerebbe l’interesse da parte degli investitori esteri e si potrebbe valutare un incremento degli investimenti nell’area.